Gestione rifiuti in Campania: la Corte europea condanna l’Italia.
4 marzo 2010
Con la sentenza di oggi, 4 marzo, causa C-297/08, la Corte europea condanna l’Italia per non avere adottato nella regione Campania tutte le misure necessarie ad assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente. Altresì, per la Corte, l’Italia non ha creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento ed è dunque venuta meno agli obblighi di cui agli artt. 4 e 5 della Direttiva 2006/12.
Il punto 37 della sentenza sottolinea che le discariche “devono essere utilizzate il meno possibile, perché rappresentano la soluzione peggiore per l’ambiente, la maggior parte dei rifiuti della Campania verrebbe smaltita in discarica o abbandonata illegalmente”.
Dalla sentenza emerge anche l’inadeguatezza degli impianti di produzione CDR che si limiterebbero al trattamento di questi stessi rifiuti da inviare, sucecssivamente, in altre strutture per lo smaltimento definitivo.
Inoltre, le motivazioni addotte dalla Repubblica italiana circa le ripercussioni sulla salute delle persone non sono state in grado di controbattere le contestazioni della Corte sulla situazione preoccupante di accumulo di rifiuti nelle strade che ha esposto la salute della popolazione ad un rischio certo.
T.G.